Questo sito si avvale di soli cookie tecnici necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Maggiori informazioni | Chiudi
Gioved 20 Giugno 2019
Parrocchia S.Stefano
di Osnago
...una comunità in cammino!
Mappa del Sito Corrispondenza
Home Parrocchia Gruppi Parrocchiali Oratorio Scuola Materna Cine-Teatro Link
I FRATELLI SISTERS
Western
di Jacques Audiard
con John C. Reilly, Joaquin Phoenix, Jake Gyllenhaal, Riz Ahmed, Jhannes Haukur Jhannesson
Western - 122 minuti - Francia, Spagna, USA 2018

Oregon. 1850. La gente va di corsa perch il mondo cambia in fretta. I villaggi polverosi diventano presto citt pi ordinate, i paesani stanno diventano cittadini distratti, la sporcizia fangosa del Far West conosce il lusso dei water assieme alla pulizia di dentifrici e spazzolini. Nel bel mezzo di questa caotica rivoluzione inarrestabile ci sono due fratelli che di cognome fanno Sisters. Due brutti ceffi vecchio stampo, senza scrupoli e pragmatici, Charlie e Eli non sono tizi che vanno per il sottile. Date loro del danaro, e loro faranno qualsiasi cosa: cacciare, catturare, uccidere. Legati a doppio filo da un legame di sangue fortissimo, i the Sister Brothers sono pi di una coppia di mercenari al servizio del committente di turno, ma un vero e proprio brand del Far West. Normale amministrazione per i due il dover rintracciare l'esperto detective Morris, a sua volta sulle tracce di un cercatore d'oro da eliminare. Peccato che, questa volta, la missione sar meno semplice del solito, perch i Sisters si troveranno inguaiati in una serie di imprevisti sconvenienti. Imprevedibile , prima di tutto, il cambio di registro di Jacques Audiard, qui al suo primo film in lingua inglese dentro un territorio inedito come il western. Eppure, cos come Il profeta utilizzava il contesto carcerario per sondare l'animo umano, ancora una volta il genere di appartenenza solo una facciata, un'etichetta, un pretesto per parlare d'altro. come se Audiard, con questo The Sisters Brothers (in concorso a Venezia 2018), abbia intenzione di sondare le radici della societ occidentale, qui narrata in un suo momento cruciale. A met ottocento quell'America stracolma di empori e saloon era davanti a un bivio: civilt democratica o anarchia senza confini? Legge del pi forte e rispetto reciproco? Nel dilemma si inserisce questo western atipico, tutto al maschile, che tanto assomiglia a un romanzo di formazione dal gusto quasi picaresco. Mani talmente leste e in sintonia da sparare quasi all'unisono, un padre assente e una vita dedicata solo al lavoro. Per quanto sembrino vivere in simbiosi, i Sisters due uomini profondamente diversi. Il fratello minore Eli, un Joaquin Phoenix carismatico e istintivo (ma dentro la sua comfort zone attoriale), un uomo che vive l'oggi senza pensare oltre. Beve, cerca il piacere facile, brama il prossimo colpo trascinandosi nell'abitudine della vita da balordo. Il maggiore, Charlie (un John C. Reilly fantastico), pi riluttante a tutta quella violenza. Pi pacato e malinconico, porta con s i ricordi di un amore lontano e guarda il mondo con occhi curiosi, aperto al vento del cambiamento. Tratto dal romanzo Arrivano i Sister, scritto nel 2011 dal canadese Patrick deWitt, The Sisters Brothers trova nel personaggio di Reilly la coscienza di un film sospeso tra ironia e amarezza, idealismo e sconforto. In questo Far West dove ogni personaggio invitato a scegliere che tipo di persona diventare, tutti i personaggi sognano qualcosa. C' chi si accontenta dell'oro, chi immagina utopistiche societ democratiche e chi vorrebbe soltanto tornare a casa. La risposta un film vagamente donchisciottesco, divertente nel suo essere strambo e a tratti verboso, in cui qualche calo di ritmo nei tempi non sempre serrati dei dialoghi non rovina affatto un'opera pi impegnata e complessa di quanto possa sembrare. Una storia di fratellanza che, tra scetticismo e tenerezza, sogna la grande impresa per poi accontentarsi di qualche sparuto attimo di spensieratezza. Forse la pi grande delle conquiste in una terra in cui l'Io vince sempre sul Noi. I Sister partono per uccidere l'ennesima preda di turno, ma si ritroveranno a fare i conti con l'etica, la morale e il senso delle loro azioni. Senza mai essere davvero introspettivo, The Sisters Brothers risulta sempre leggero e pacatamente assurdo, coeniano nel cinismo e tarantiniano quando i personaggi sono impegnati in conversazioni in cui ogni singola parola viene vivisezionata dagli interlocutori. Si vede subito che il film affidato a uno sguardo europeo sugli albori della cultura americana moderna. Si nota perch The Sisters Brothers un western svuotato del western, perch nonostante l'impalcatura del genere, Audiard disinteressato a qualsiasi tipo di mitologia di frontiera. I duelli sono privi di epica, i personaggi mai mitizzati con gigantismo, il paesaggio mai degno di una panoramica ad ampio respiro. Audiard preferisce parlare di uomini e di umanit, fa sembrare ingenui i sognatori e cocciuti i tradizionalisti. Il suo film gioca col western, facendo del cowboy uno stereotipo da smitizzare. Cos quando una lettera inizia a diventare troppo enfatica o un dialogo troppo carico di ideali, il film interrompe il flusso di parole in modo brusco, spezza le ali e abbassa le pretese dei suoi protagonisti. E in questa sua ricerca sulle origini del senso americano di giusto e sbagliato, lecito o imperdonabile, il film ricorda Tre manifesti a Ebbing, Missouri. The Sisters Brothers il sogno americano ridimensionato di continuo. Senza eroi, buoni, brutti e cattivi, la caccia all'oro si trasforma pian piano in una piccola ricerca della felicit.
Giuseppe Grossi (Movieplayer.it)
 Versione Stampabile 
 Invia questa pagina 
Area Riservata | Privacy | Cookies Policy | Regolamentazione
Parrocchia Santo Stefano | Via S.Anna, 1 | 23875 Osnago (LC) | Tel. e Fax 039 58129 | Codice Fiscale 85001710137
Sala Cine-Teatro don G.Sironi Tel. 039 58093 - 349 6628908