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Sabato 17 Agosto 2019
Parrocchia S.Stefano
di Osnago
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Chiesa Parrocchiale di S.Stefano

Breve cronistoria


La chiesa originaria, gi esistente nel 1500, aveva, come era tradizione generale, labside rivolto ad oriente per cui la facciata guardava verso occidente (dove lattuale via S.Anna).
Il campanile nella stessa posizione attuale ed era in linea con la facciata della chiesa. Essendo essa pi arretrata,cera lo spazio per una piccola piazza (il sagrato).

In una mappa del 1721 si presenta cos:


La chiesa, salvo la costruzione di alcuni ossari (i morti venivano sepolti sotto la chiesa o nelle vicinanze), rimane cos fino al 1770.
Il 17 novembre 1770 il parroco Giuseppe Redaelli e il conte Benedetto Arese Lucini posarono la prima pietra della nuova chiesa.
Essa occupave lo stesso spazio dellattuale, tuttavia le facciata veniva posta verso oriente mentre, verso occidente, veniva costruito un abside molto pi ampio che andava a occupare parte del vecchio sagrato.
Larchitetto era Giulio Galliozi, autore di molte chiese in lombardia.
Egli progett unaula unica composta da:
  • Navata (ad uso dei fedeli), quasi perfettamente quadrata,coperta da una cupola a tazza rovesciata
  • Presbiterio (ad uso dei celebranti) con laltare.
  • Abside del coro.

Lo sviluppo in lunghezza di 31.20 metri, in larghezza di 14 metri, in altezza 18 metri. Su ciascun lato della navata si aprono due cappelle con altari.

Gli affreschi della volta (martirio di S.Stefano al centro Le Virt nei pennacchi) vennero eseguiti dal celebre pittore Federico Ferrario nel 1776.

La cappelle laterali sono cos dedicate:
  • Prima a destra entrando: cappella De Capitani da Vimercate, anticamente dedicata a S. biagio. Laltare ha un paliotto (la parte anteriore) lavorato a scagliola (impasto di gesso colorato). Sopra laltare c una pala (Grande quadro) che rappresenta la Madonna col Bambino e i santi Rocco e Severino (autore il pittore ----------). E un deposito della pinacoteca di brera e proviene da S.Severino Marche.
  • Prima a sinistra entrando: Cappella lucini arese. Dedicata a S.Francesco. Sopra laltare c un importante pala dipinta da ortensio crespi nel 1605 rappresentante le stimmate di S.Francesco. La pala fu decorata dalla cosa Lucini.
  • Seconda a destra entrando: Cappella del sacro cuore. Comprende il gruppo scultoreo Cristo morto e madonna addolorata (fine 700) e la pala Deposizione della Croce di Ippolito Scarsella detto lo scarsellino. In deposito dalla Pinacoteca di Brera.
  • Seconda a sinistra entrando: Cappella dellAssunta. In una teca sopra laltare custodita una preziosa statua in legno del 1643 circa che rappresenta lassunta fra gli angeli.

Nella parte alta delle pareti laterali sono scavate quattro nicchie dove stanno le statue in stucco dei quattro evangelisti.

Laltare maggiore nel presbiterio quello originario del 1700 ma stato trasferito in base alle recenti disposizioni conciliari. (la mensa rivolta ai fedeli).

Sullarco trionfale che divide la navata dal presbiterio c un grande crocifisso di legno del 1700.

Il paliotto dellaltare riproduce in bronzo lultima cena di Leonardo (inizio 900). Il coro ligneo dietro allaltare del 1600.

Alle pareti dellabside stanno due grandi quadri in deposito dalla Pinacoteca di Brera: La Deposizione dalla Croce di Giulio ------- (1607)
Il Martirio di Santa Eufemia di Donato Creti (1735)
Tutti i quadri della pinacoteca sono arrivati nel 1815 circa.

In sacrestia c un imponente mobile di sacrestia realizzato attorno al 1700 da Giovanni Quadrio.

Il campanile alto 36 metri e dispone di 5 campane.

Prima dei recenti restauri, ci fu un restauro allinizio del 1900. In tale occasione il pittore Angelo ------- aveva dipinto otto ovali con volti di santi tuttattorno allaffresco del martirio di S.Stefano. Nel successivo restauro del 1960 questi dipinti furono coperti.

Durante gli scavi attuali per la realizzare limpianto di riscaldamento sotto il pavimento, sono state trovate numerose tombe vuote e molte ossa sparse risalenti ai tempi in cui si usava seppellire, soprattutto i parroci, nella chiesa stessa.

Il grande organo dellinizio 800.

Autore del testo
Fabrizio Mavero
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