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Lunedì 19 Agosto 2019
Parrocchia S.Stefano
di Osnago
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La Grotta di Lourdes, all’asilo

(testimonianza di antica devozione per l’Immacolata)

C’è chi ricorda ancor oggi quanto avveniva in ogni sera del 29 novembre di tanti anni fa. Probabilmente, fin da quando Papa Pio IX, nel 1854, aveva proclamato il dogma della Immacolata Concezione della Vergine Maria, si era intrapreso, qui da noi, a celebrare la Novena per questa solenne ricorrenza. In particolare, negli anni ‘30, ‘40 e ‘50 del Novecento, succedeva qualcosa di straordinario e di edificante. Quando il cielo era ormai sfavillante di stelle, allo scoccare delle sei del nostro campanile si scioglieva il concerto di quattro campane. (Il campanone entrava in concerto solo per la Novena di Natale.) Gli faceva immediatamente eco il suono della sirena della Tessitura Galimberti.
Ne uscivano ben presto, a frotte, le intere maestranze, a conclusione di un’intensa giornata lavorativa. Accadeva però che, anzichè dirigersi verso casa, soprattutto le ragazze e le giovinette affrettassero il passo verso la chiesa.

Di sotto il cappotto o lo scialle estraevano il velo per coprirsi il capo mentre s’inoltravano nella chiesa ov’era già avviato il Santo Rosario a cui avrebbe fatto seguito l’armonioso canto delle litanie lauretane. Presso la balaustra dell’altare maggiore campeggiava la statua della Madonna Immacolata; quella medesima statua che venne utilizzata in seguito per la “Peregrinatio Mariae” all’interno d’ogni cortile del nostro paese. In breve, l’assemblea si faceva gremita all' inverosimile.
C’eran tutte le ragazze del paese. Ai primi posti eran confluite le più giovani, le adolescenti che aspiravano a far parte dell’associazione delle Figlie di Maria. Esse, nel giorno dell’Immacolata, avrebbero ricevuto la divisa bianca contraddistinta dal nastro verde con la medaglia della Vergine Madre di Dio. Di seguito, si accalcava numeroso lo stuolo delle “effettive” che già erano in possesso della candida divisa col nastro e con la fascia azzurra, corredata dall’ampio velo bianco che finiva per ricoprire l’intera persona. Al fervorino del parroco faceva seguito una preghiera particolare accompagnata dal canto del ”Tota pulchra” di Perosi. Sostenuto dal suono dell’organo, questo canto sortiva un effetto decisamente significativo. La benedizione con la reliquia della Madonna riaccompagnava quindi a casa la fervorosa assemblea. Il giorno dell’ Immacolata, solennizzava definitivamente la devozione mariana della nostra comunità. Per l’Immacolata, quindi, oltre che per l’Assunta!
La gioventù maschile, invece, evidenziava il proprio attaccamento alla Madonna Immacolata con una grotta costruita all’interno dell’oratorio di Via Gorizia. Dapprima, la grotta era stata eretta in un angolo del cortile. In seguito fu ricostruita nel locale d’ingresso del medesimo oratorio.

E la Madonna riceveva quindi il saluto di chiunque accedesse a quel luogo di educazione religiosa.
Nel 1958, centenario dell’apparizione della Immacolata a Lourdes, don Francesco volle che fosse edificata una grotta Lourdiana all’interno del cortile del nuovo asilo infantile di Via Donizetti.
Là, dove ancor oggi i nostri bimbi si esprimono gioiosamente nei loro giochi creativi e possono anche rivolgere semplici e amorevoli preghiere alla Madonna che li veglia premurosa dalla nicchia sopra il piccolo altare.
Viene così perpetuata, fin dai cuori innocenti dei nostri piccoli, una fervida e radicata devozione per quella nobile creatura che l’Eterno volle designare come Madre del suo Divin Figlio; e che Egli stesso, dalla Croce, assegnò al genere umano come Madre universale per sempre.

- scritto nell'anno 2006 -

Autore del testo

Alfredo Ripamonti
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