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Lunedì 19 Agosto 2019
Parrocchia S.Stefano
di Osnago
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Don Piero Cecchi

E’ stato il parroco più contemplativo. Lo si è capito subito, dalle prime Quarantore che predicò lui stesso appena qualche tempo dopo il suo ingresso in parrocchia. Restò fra noi per quindici anni; dal 1981 al 1996. Don Piero proveniva dalla parrocchia di Lasnigo dov’era stato parroco per alcuni anni. In precedenza aveva insegnato nel seminario diocesano ed era stato assistente della gioventù in una parrocchia milanese. Lui, in canonica, ebbe la fortuna d’essere affiancato dalla propria madre, signora Carla, e da una domestica fedele alla sua famiglia da lunga data. Al suo primo anno di permanenza fra noi, don Piero introdusse nella liturgia l’uso della Diurna laus, almeno per i Vesperi. L’inizio di questa pratica avvenne al sopraggiungere della novena di Natale. Ricordo d’averne personalmente sperimentato l’incipienza in quanto il parroco, durante la visita natalizia alle famiglie, era incorso in un serio malanno. C’era comunque come coadiutore parrocchiale don Angelo che però, poco più oltre, ebbe a causare a noi tutti gravi preoccupazioni per una malattia che ne faceva paventare perfino la perdita. E, allorchè don Angelo, rimessosi in salute, fu destinato a reggere la parrocchia di Villanova di Bernareggio, il nostro don Piero sperimentò la presenza di un sacerdote africano: don Almeida. Egli restò fra noi per qualche anno a fianco di don Piero e successivamente affiancò per qualche tempo anche don Giovanni. Prevedendo di dover restare presto solo, don Piero diede l’avvio alla preparazione di un gruppo di ministri straordinari della Comunione. Fu comunque il suo successore a concretizzare questa sua iniziativa. Sempre nell’ambito della sua sensibilità alla contemplazione e all’incremento delle pratiche religiose, don Piero valorizzò la devozione alla Madonna istituendo, nei mesi di maggio, il Rosario nei cortili.
Dedicò pure energie e investimenti alla ristrutturazione di luoghi di culto mariano. Fu infatti risistemato il santuario della Madonna di Loreto, alla cappelletta; e venne edificata l’edicola della Madonna della Famiglia, in Via delle Marasche.
Evidenziò pure particolare devozione alla Madonna delle Grazie, alle Orane, alla quale attribuì con evidente convinzione una miracolosa guarigione di un giovane di tale località. Alla Madonna delle Orane, in armoniosa collaborazione con l’Amministrazione Comunale, effettuò una processione - pellegrinaggio per implorare la pace, in occasione della guerra in Bosnia. Tale manifestazione impostata su testi biblici riguardanti la Passione di Gesù, vide una partecipazione di popolo quale non si vedeva da tempo.
Don Piero avvertiva in modo particolare gli eventi che caratterizzavano lutti ed avversità. Decisamente incisive apparivano le sue omelie soprattutto nel ricordo dei caduti in guerra o delle vittime di gravi incidenti sia di natura sociale sia in occasione di catastrofi naturali. Non per nulla s’impegnò spesso ad alleviare i disagi di alcune famiglie in gravi difficoltà economiche. In estate, ospitava ragazzi anche nella sua casa residenziale in Val Malenco. In parrocchia mise mano a costruzioni di un certo rilievo. Ristrutturò radicalmente una parte de ”la curt di Maregnott” in Via S. Carlo, destinandola alla Casa di Accoglienza per anziani. La volle intitolare a don Francesco Gariboldi, a ricordo della sua insuperata permanenza nella nostra parrocchia. Destinò la “Cassinetta” agli extracomunitari. In chiesa, realizzò una scala interna di collegamento con la sala del Capitolo, sopra la sacrestia. L’intervento era stato finalizzato a rivalorizzare un’ampia sala che appariva ormai relegata al ruolo di ripostiglio. In oratorio, si impegnò in prima persona a intitolare la sala teatrale al compianto don Giuseppe Sironi. E ne fece modellare una significativa immagine bronzea che ne caratterizzasse l’ingresso.
Concretizzò la cessione di parte del giardino parrocchiale per la realizzazione della piazza. Resta, inoltre, come segno del suo attaccamento alla parrocchia ed in particolare alla liturgia quaresimale e pasquale, un artistico crocifisso ligneo che viene tuttora utilizzato nelle celebrazioni della Settimana Santa. Dopo quindici anni di permanenza fra noi, don Piero fu nuovamente destinato ad una prestigiosa parrocchia di Milano: S. Giovanni Crisostomo. Resta ancor viva tra noi la sua delicatezza nei rapporti con tutti. Ci è rimasta impressa nella mente la sua grande sofferenza per la scomparsa di sua madre che godeva, qui in paese, di sensibile deferenza e di evidente prestigio.
Prima di lasciarci, Don Piero ricevette l’accredito dell’eredità lasciata alla Parrocchia dalla signorina Laurina Nava. Tale lascito costituirà la base di partenza per la successiva sistemazione della chiesa.

- scritto nell'anno 2006 -

Autore del testo

Alfredo Ripamonti
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